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Intervista al professore Pellegrini sulle sue missioni in Antartide

Come è stato il suo ambientamento nella base italiana in Antartide? Il mio primo periodo in Antartide è stato nel 1985. Ero curioso ed emozionato, il che ha reso tutto […]

Come è stato il suo ambientamento nella base italiana in Antartide?

Il mio primo periodo in Antartide è stato nel 1985. Ero curioso ed emozionato, il che ha reso tutto più facile ma, comunque ho dovuto fare dei corsi per riuscire ad affrontare questa esperienza.

 

Quali sono i criteri di scelta per partecipare a una di queste missioni?

Prima di tutto bisogna presentare un progetto perché non si posso intraprendere queste spedizioni senza uno scopo preciso. Una commissione analizza il progetto dal punto di vista pratico, organizzativo e calcola i fondi che si spenderebbero. Se il progetto è approvato viene finanziato e le persone che prenderanno parte alla spedizione iniziano a prepararsi. Per la selezione personale bisogna sottoporsi a visite mediche e psicologiche, un corso di addestramento in alta montagna e un altro in cui si studiano le soluzioni per gli incidenti pratici.

 

Qual è stato il progetto che lei ha sottoposto alla commissione?

Ho presentato un osservatorio meteorologico e climatico in Antartide. I dati che abbiamo raccolto con questa apparecchiatura hanno permesso anche di rendere più precise le previsioni meteorologiche mondiali.

 

Lei in particolare che percorso di studi ha scelto per la sua professione?

Ho frequentato il liceo classico, mi sono laureato in fisica e ho conseguito un dottorato in studio polare.

 

I ricercatori che si trovano nella base italiana in cosa sono specializzati?

Ci sono alcuni fisici, biologi, astrofisici, geologi e molti altri. Ovviamente in ogni base ci sono diversi tecnici specializzati, medici, fabbri, meccanici, meteorologi e cuochi che si occupano della struttura e dei bisogni dei ricercatori.

 

I viaggi sono organizzati dalla base o da chi viaggia per raggiungerla?

La base organizza tutti i viaggi e li divide in turni. La divisione maggiore è tra la stagione estiva, durante la quale si parte e soprattutto si può tornare indietro, e quella invernale, che dura 13 mesi ed è impossibile lasciare il continente almeno che non ci si trovi in condizioni gravissime.

 

Cosa si prova a stare soli in Antartide?

In questo caso non ho avuto esperienze personali perché ho partecipato solo a campagne estive e avevo la possibilità di spostarmi. Il periodo duro è l’inverno dove si è pochi, circa 60 nella base italiana e 18 nella base italo-francese, bisogna essere persone stabili e questo è anche uno dei motivi per cui si fanno visite psicologiche.

 

Come è nata la sua passione per una cosa così insolita?

Si può dire che sia nata per puro caso visto che io ero uno studioso dell’inquinamento fisico atmosferico. In una di queste spedizioni mancava un meteorologo, mi sono offerto volontario e sono stato accettato.

 

Si sono mai verificati incidenti mortali?

Tristemente si, uno dei nostri sub italiani si è immerso e per cause ancora ignote non ha fatto più ritorno in superficie. Questo spiega bene anche che per quanto si possa essere esperti bisogna non abbassare la guardia in questi casi.

 

Quindi bisogna avere particolari competenze per potersi spostare?

Tutto il personale che partecipa a queste spedizioni tra i migliori nel suo campo ma, bisogna comunque essere preparati a tutto, molto esperti e consapevoli di ciò che si sta facendo.

 

Che lingue vengono utilizzate nelle varie basi?

In quanto base italiana dove sono stato parlavamo in italiano e ovviamente in inglese con gli ospiti.

 

 

Ci si può spostare da soli o bisogna sempre essere accompagnati?

Ci si può spostare da soli solo su alcuni percorsi già tracciati ma comunque non ci si deve allontanate più di 1km dalla base. Anche su questi percorsi e comunque consigliato spostarsi in gruppo.

 

Ci può raccontare la sua giornata tipo durante una spedizione?

Ci si sveglia alle 7 mentre il lavoro inizia alle 8:00-8:30 in laboratorio e sul campo.

Dopo una breve pausa si ricomincia alle 14:00 fino alle 19:00.

Questo tutti i giorni e la domenica è libera.

 

Si possono fare viaggi turistici in Antartide?

Se si va solo per curiosità esistono viaggi organizzati da alcune compagnie australiane ma comunque sono pochi e molto costosi.

 

Un ultima domanda, quel è la scoperta di cui lei e la sua squadra siete più fieri?

Sicuramente la carota di ghiaccio raccolta nella base italo-francese al centro del continente è stata la più grande scoperta. Nel mio campo, ossia la meteorologia, sono fiero di tutti i nostri studi che non hanno aiutato solo l’Italia ma, anche il resto del mondo.

 

A cura della classe II B della Scuola Secondaria di Primo Grado.